venerdì 20 settembre 2013

LA NOMINA DI GIULIANO AMATO E' INCOSTITUZIONALE

Cari Amici e Lettori, purtroppo ho l'abitudine di andare sempre a controllare ed informarmi sui fatti che accadono e guardate cosa ho scoperto !!!

La nostra costituzione all'art. 134 secondo comma dice: "I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d'esercizio."

Nel sito della corte costituzionale il nostro caro Prof. Giuliano Amato è sta inserito tra i componenti con questa dicitura: "Professore emerito di diritto pubblico comparato, nato a Torino il 13 maggio 1938, nominato dal Presidente della Repubblica il 12 settembre 2013. Giura il 18 settembre 2013."

Dal sito dell'università di Bologna lo status giuridico di un professore emerito viene definito, ai sensi del Regio Decreto 31 agosto 1933 n. 1592 (pubblicato nel Supplemento ordinario del 7 dicembre 1933 n. 283), in questo modo:
"Il Regio Decreto citato recita all’art. 111: “Ai professori ordinari, che siano stati collocati a riposo o dei quali siano accettate le dimissioni, potrà essere conferito il titolo di “professore emerito”, qualora abbiano prestato almeno venti anni di servizio in qualità di professori ordinari, il titolo di “professore onorario” qualora tale servizio abbia avuto la durata di almeno 15 anni. Detti titoli sono concessi con decreto Reale, su proposta del Ministro, previa deliberazione della Facoltà o Scuola cui l’interessato apparteneva all’atto della cessazione dal servizio”.
Ai professori Emeriti ed Onorari non competono particolari prerogative accademiche."

Dai regolamenti degli Atenei risulta, inoltre, che i candidati a tale titolo debbano avere alcuni requisiti tra cui quello che: "abbiano maturato almeno venti anni di ordinario. Nella determinazione di tale presupposto si comprende il periodo di servizio svolto in qualità di professore straordianrio e si prescinde da eventuali sospensioni dall'attività di servizio effettivo in base a norme di legge."
 
 
Ora, ragionando un pò, cosa comporta la qualifica attribuita ad Amato come professore emerito?
Nella costituzione si riporta che possono essere eletti solo i professori ordinari (quindi non emeriti) e, presupponendo che i venti anni siano riferiti all'esercizio della professione di avvocato e non ad un servizio di professore, che questi siano ancora in attività al momento della nomina, e non a riposo come possono esserlo invece i magistrati.
Il prof. Amato non era in servizio al momento della nomina, dimostrato anche dalla qualifica di professore emerito, ed i 20 anni sono riferiti all'esercizio di avvocato e non al servizio di professore.
 
Il dubbio che ci sia qualcosa di incostizionale cresce, anzi credo proprio che la nomina sia del tutto incostituzionale in quanto Giuliano Amato, secondo quanto illustrato sopra, non avrebbe i giusti requisiti.
Chiedo ai nostri parlamentari di sollevare il problema nelle sedi opportune e di adottare, o far adottare, tutti i provvedimenti del caso possibili.
Enea Giancaterino - Attivista M5S

mercoledì 18 settembre 2013

ATTENZIONE !!!! Il voto sulla decadenza di Berlusconi è palese, non segreto !!!!

Oggi assistiamo ancora all'ulteriore presa per i fondelli degli italiani sul voto segreto in aula del Senato per la decadenza di Berlusconi.
NON E' COSI' !!! Il regolamento del Senato dice tutt'altro, certo bisogna interpretarlo, perchè così si usa in Italia, le leggi si interpretano, a seconda della convenienza, e non si applicano. Chi è più bravo, o furbo, la spunta e porta l'acqua nel proprio mulino.

Vediamo di non farci fregare ..... cerchiamo per una volta di non fare i fessi e di non abboccare sempre all'amo.

La costituzione stabilisce, all'articolo 63, che sono le rispettive Camere a valutare l'ineleggibilità o decadenza "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità." quindi la Giunta per le elezioni del Senato analizza e propone la decadenza di un Senatore la cui decisione finale spetta al Senato con votazione in aula.
Le votazioni si svolgono secondo l'art. 113 del regolamento del Senato, questo è il link http://www.senato.it/1044?articolo=1107&sezione=153  di cui il comma 3 stabilisce."Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede."
Propio qui nasce il problema, oggi molto dibattuto, a cui si fanno le ipotesi più strane ed improbabili per nascondere la mano dopo che si è lanciato il sasso (vedi il PD che ipotizza un voto contrario alla decadenza da parte del M5S per far ricadere la colpa sul PD stesso, visto che le votazioni sono a scrutinio segreto). Il M5S chiaramente si difende da questa ipotesi accusatoria e diffamatoria chiedendo, per sventarla, di modificare il regolamento, sapendo che tale richiesta rimarrà inascoltata e che, anche se fosse, per tale modifica il voto sarebbe comunque segreto, quindi potrebbe risolversi in un nulla di fatto.

Il fatto, invece, andrebbe affrontato in altro modo, cioè che il comma 3 surrichiamato non è applicabile al caso di decadenza di un Senatore in quanto la seconda parte dello stesso riguarda le elezioni di un membro, quindi del Presidente, vice Presidenti, Segretari, Questori ect. e la prima riguarda persone nel senso stretto della parola, cioè votazioni di carattere politco in cui il Senato esprime un parere, anche se vincolante, tipo le dimissioni di un Senatore, che si possono accettare o rifiutare, ma anche provvedimenti riguardanti persone esterne al Senato (infatti il comma non parla di Senatori ma di persone) come potrebbe essere il caso dei nostri due marò in India. In questi casi, quindi, il voto è obbligatoriamente segreto perchè riguarda propriamente una o più persone specifiche, in una certa situazione personale, in cui il Senato esprime un giudizio, o prende un provedimento, totalmente di carattere politico e facoltativo, anche se vincolante.
Una decadenza invece, seppur riguardante una persona specifica, vale per tutti allo stesso modo, non può essere un voto politico in quanto è una applicazione di una specifica legge (Severino) in certe condizioni (sentenza definitiva o passata in giudicato) per cui sembrerebbe quasi una presa d'atto e non un parere personale di ogni singolo Senatore che facoltativamente e soggettivamente decide con voto segreto. La decadenza presume anche un dibattito in aula, per valutare la proposta della Giunta e verificare l'applicabilità al caso concreto, con tanto di presa di posizione e dichiarazione di voto, favorevole o contrario, dei singoli gruppi o singoli Senatori. Quindi che senso ha il voto segreto se ognuno preventivamente lo dichiara in aula? Sembrerebbe irrazionale.

Il voto segreto, in alcuni casi elencati nel comma 4 e 7 dell'articolo 113, può essere richiesto anche da un numero minimo di senatori (20) ma il caso della decadenza non è contemplato.
Addirittura la nota n. 3, sull'articolo stesso, specifica che anche le votazioni per le autorizzazioni a procedere siano effettuate con voto palese e che si può procedere secondo il comma 4 (su richiesta di 20 senatori), con il voto segreto, solo per i casi di sottoposizione all'arresto, alla perquisizione personale e domiciliare o ad altra privazione o limitazione della libertà personale, attenendo le deliberazioni stesse ai rapporti di cui agli articoli 13 e seguenti della Costituzione.
Il motivo di questa specificazione è contemplato, sempre nella stessa nota, nel periodo che recita: "E ciò, in quanto le deliberazioni stesse costituiscono espressione di una prerogativa dell'Organo parlamentare nell'ambito del rapporto con altri Organi dello Stato e dunque non rappresentano in senso proprio "votazione riguardanti persone", ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 113, comma 3, del Regolamento.".

Il caso specifico della decadenza non è contemplato nell'art. 113, su come andrebbe votato, ma secondo Voi in una autorizzazione a procedere per indagare un Senatore, o per interrogarlo su un presunto reato, non c'è il voto segreto, e neanche può essere richiesto da 20 Senatori, ed una decadenza, invece, per un reato già accertato con condanna definitiva c'è il voto segreto? Mi sembra alquanto illogico ed irrazionale.

Le forze politiche che sono per il voto favorevole alla decadenza in oggetto, compreso il M5S, dovrebbero concentrasi maggiormente su questa analisi e chiedere la vera applicazione del regolamento e non perseguire soluzioni irrangiugibili, essendo in minoranza, ed inopportune in quanto cambiare adesso il regolamento, per affrontare la votazione sulla decadenza di Berlusconi, sembrerebbe più una persecuzione sulla persona (che è politicamente e strategicamente sbagliato) piuttosto che un modo di risolvere una deficenza del regolamento stesso.

Enea Giancaterino - attivista M5S

giovedì 2 maggio 2013

IL GIOCHINO DEL PDL: Smontiamolo !!!

Ormai il governo è fatto ma è tenuto sotto scacco dal PDL (o da Berlusconi) ed il PD-L ormai è allo sfascio, ha perso molti consensi e se si andasse a votare oggi, anche con la coalizione di csx ricompattata, sarebbe al terzo posto.

Il PDL minaccia che se non si farà l'abolizione dell'IMU sulla prima casa e la restitutuzione di quella pagata toglierà la fiducia al Governo. Minaccia, inoltre, se non darà la presidenza della commissione riforme a Berlusconi toglierà la fiducia al Governo.

Non è detto, però, che il Governo debba cadere. Se il PD accetta, finalmente, di fare le riforme del M5S si potrebbe tenerlo in piedi, sicuramente anche SEL sarà d'accordo.

Quello da chiedere al Governo, se il PDL proponesse la sfiducia, potrebbe essere questo:

1) sollevare subito la questione dell'imcompatibilità di Berlusconi e di tutti coloro che hanno i doppi incarichi;
2) adottare subito misure per il rilancio del lavoro, dell'impresa e dell'economia condivise;
3) tagli alla spesa della politica e riequilibrio della spesa pubblica;
4) reddito di cittadinanza contestualmente alla riforma del sistema fiscale ed economico;
5) sospensione immediata dell'IMU prima casa ed una volta che l'economia comincia a ricrescere abolizione totale.

Con questi presupposti, chiaramente dopo aver eliminato i ministri del PDL dal Governo, si potrebbe tentare di tenerlo in vita, avendo i numeri per farlo, altrimenti si torna al voto.

Così facendo dimostreremo la nostra responsabilià per il bene del Paese e contestualmente avremmo raggiunto qualche nostro obiettivo. Sicuramente ne avremmo da guadagnarci in termini elettorali.

Prima di tornare al voto dobbiamo tentare di abbattere il PDL che sicuramente giocherà la carta dell'IMU per acquisire ulteriormente consensi ed assicurarsi il Governo del Paese.

Al PD, se non vuole uscire fuori da questo giro con le ossa rotte, gli conviene accettare.

Enea Giancaterino, attivsta M5S